LA PARITA' E' UN VALORE E UN DIRITTO
Piani Territoriali degli Orari e degli Spazi
Il Piano Territoriale dei Tempi e degli Spazi è uno strumento di pianificazione territoriale, per razionalizzare l’organizzazione dei tempi della città e migliorare le condizioni di fruizione quotidiana dei servizi, attraverso la qualificazione dei programmi di azione per lo sviluppo economico, lo sviluppo urbano sostenibile e l’inclusione sociale, al fine di sostenere le pari opportunità fra uomini e donne e di favorire la qualità della vita attraverso la conciliazione dei tempi di lavoro, di relazione, di cura parentale, di formazione e del tempo per sé delle persone che risiedono sul territorio regionale, anche temporaneamente.
La previsione normativa regionale sui "Tempi della città" (legge regionale n. 19/2006 art. 28 e l.r. n. 7/2007 Titolo II) ha per la prima volta definito le norme per il coordinamento comunale degli orari degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici e degli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche su tre livelli, regionale-provinciale-locale, nonché per la promozione dell'uso del tempo per fini di solidarietà sociale. Il percorso regionale di compartecipazione del partenariato istituzionale e sociale è giunto alla condivisione dei seguenti documenti:
• Regolamento Regionale n. 21 dell'11 novembre 2008, che prevede tre linee di finanziamento:
- Studi di fattibilità, beneficiari i Comuni della Regione Puglia associati in forma di ambito territoriale;
- Attuazione e la gestione operativa dei Piani Territoriali dei Tempi e degli Spazi;
- Banche dei Tempi su tutta la Regione Puglia, beneficiari le APS, le associazioni di volontariato entrembe iscritte nel registo regionale di cui,rispettivamen L.R. 39/2007 e alla L.R. n. 11/1994, le organizzazioni sindacali e associazioni di categoria; gli Ordini professionali; le Cooperative sociali; gli Organismi istituzionali di parità; i dopolavoro aziendali.
• Avviso pubblico per gli Studi di Fattibilità, scaduto il 3 marzo 2010, graduatoria pubblicata sul BURP n. 113 del 1.7.2010, l' atto dirigenziale n. 480 del 23.6.2010 e la graduatoria unica.

