DemoConsigliera Nazionale di ParitàRegione Puglia

Discriminazioni

La tutela

La Consigliera di Parità nell’esercizio della promozione e tutela del principio di non discriminazione e della promozione delle pari opportunità per lavoratori e lavoratrici “in forma subordinata, autonoma o in qualsiasi altra forma” ex Dlg 198/2006 ha istituito uno Sportello consulenziale sulle discriminazioni. In particolare, in detto sportello sono espletate attività che vanno dal servizio di tutela alle lavoratrici ed ai lavoratori, alle azioni promozionali nei confronti degli stakeholders, dalle azioni comunicative ai momenti di approfondimento. L’attività di consulenza, anche anti-discriminatoria, dell’Ufficio della Consigliera di Parità della Regione Puglia si sostanzia, oltre che in iniziative di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno, in concrete azioni gratuite di counseling e supporto giuridico.

Premessa

La Consigliera di parità controlla che i principi di uguaglianza e pari opportunità nel mondo del lavoro siano rispettati:

  • parità di trattamento nell’accesso al lavoro, nella formazione, nella progressione di carriera, nella retribuzione e nello svolgimento del rapporto di lavoro.
  • Promuove azioni in giudizio individuali e collettive e predispone procedure per la rimozione delle discriminazioni.
  • Nei casi di presunta discriminazione basata sul sesso sul luogo di lavoro (sia pubblico che privato) i soggetti direttamente interessati, le organizzazioni sindacali, le associazioni, gli organismi (a vario titolo interessati) possono inoltrare una denuncia alla Consigliera Regionale.

La Segnalazione

  • Deve essere scritta, inviata per posta elettronica o tradizionale o tramite fax.
  • Deve contenere l’autorizzazione al trattamento dei dati personali della/del denunciante e, ove ne ricorra la necessità, deve contenere l’autorizzazione a contattare i datori di lavoro.
  • Altra modalità, può essere formalizzata direttamente con un incontro direttamente con la Consigliera di parità con la lavoratrice o il lavoratore discriminato, previo contatto telefonico con l’ufficio, al fine di accogliere la testimonianza e la richiesta di intervento.
  • Per ciascuno dei casi trattati si predispone un fascicolo specifico relativo al caso, con tutti i materiali e le normative di riferimento.

La Ricognizione e l’analisi del caso

  • Una volta effettuata una prima ricognizione sul caso presentato, la Consigliera valuta la sussistenza o meno della discriminazione e la competenza ad agire da parte dell’Ufficio stesso.
  • Se il caso lo richiede, si individua la modalità d’intervento più opportuna e si procede per raggiungere una corretta risoluzione del caso.

La Procedura

Informale

  • Su richiesta della lavoratrice/lavoratore discriminata/o la Consigliera di Parità richiede un incontro con l’azienda per sollecitare una risoluzione della discriminazione e vigilare sul corretto reintegro della persona sul luogo di lavoro.
  • Può Promuovere, su mandato dell’interessata/o, il tentativo di conciliazione ai sensi dell’art. 410 del c.p.c. ovvero quello previsto dal D. lgs. n. 165/2000.

Formale

  • Qualora le azioni di conciliazione non portino alla risoluzione della discriminazione, la Consigliera, nel rispetto del proprio ruolo istituzionale di pubblico ufficiale, ricorre in giudizio innanzi al giudice del lavoro o se del caso al giudice amministrativo sia su delega della persona che vi ha interesse sia intervenendo ad adiuvandum nei giudizi promossi direttamente dall’interessata/o.
  • Sarà in questo caso un tribunale a valutare se il comportamento dell’azienda sia rispettoso o no della normativa.

Sentenze